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Inneres Auge, in tedesco l'occhio interiore, è un disco che invita ad un'analisi introspettiva. Un sapiente mix di brani inediti e canzoni vecchie anche più di vent'anni prelevate dalla corposissima produzione del cantautore siciliano. Il primo brano, che dà il titolo all'album, riprende l'accusa lanciata con Povera Patria ma non la limita alla classe politica dirigente: la allarga a tutti. C'è bisogno di più morale, di più rispetto, di più pensiero e ci vuole subito. Stiamo precipitando. Ormai è troppo tardi per pensare di poter fermare la caduta ma - forse - possiamo ancora tentare di salvare qualcosa. E per tentare dobbiamo prima ammettere che stiamo cadendo! Battiato ci accompagna in uno dei suoi viaggi meravigliosi (anche se noi, ormai, non riusciamo più a meravigliarci di niente...) raccontato con note morbide e con uno stile scarno ed essenziale come già sperimentato con l'album Come un cammello in una grondaia dimostrando che la bellezza è povera: in fondo quanto costa il rosso di un tramonto o l'odore della salsedine marina? La soluzione è talmente semplice che non riusciamo a vederla abituati come siamo a risolvere problemi sempre più complessi tesi al raggiungimento di una felicità che lasciamo sempre più alle nostre spalle. Non possiamo sfuggire alle leggi della Natura. Iper-accessoriati di gadget elettronici di ultima generazione ci difendiamo dietro ruoli ben precisi ma celato sotto le spoglie di un maestro, di un operaio, una mamma o un marito, un cantante o un presidente troviamo sempre e solo una persona. Il tutto è PIU' della somma delle sue parti... L' appuntamento è fissato per venerdì 7 settembre 2007 presso il Campovolo di Reggio Emilia; l'orario, ovviamente approssimativo, le 21,00. Già dalle 19,00 sono però tante le persone in ordinata fila davanti ai cancelli chiusi dell'arena. Sono tutti lì per ascoltare Franco Battiato al termine di una fortunata serie di concerti estivi in giro per l'Italia. Ci mangiamo una piadina e ci mettiamo pazientemente in coda alla fila. Con me ci sono mia moglie e i miei due emozionati figli alla loro prima serata di musica dal vivo!
Entrati in arena ci si presenta il palco: spartano, austero non può accogliere che lui. Controtendeza rispetto ad un momento che vuole palchi immensi questo è invece piuttosto piccolo: coperto da un telo bianchissimo accoglie solamente una sedia in legno con, a fianco, un piccolo tavolino che sorregge un bicchiere d'acqua. Dietro questi semplici oggetti una serie di teli, anch'essi bianchi, sui quali vengono proiettate immagini di fronde stilizzate, il motivo ripetuto sulla copertina del suo ultimo disco 'Il Vuoto'. |
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In concomitanza con le festività natalizie 