Questo articolo non parla di un artista ma di un album solamente, Phantom Moon. Del songwriter Duncan Sheik so veramente poco, e non avrebbe molto senso che raccogliessi io da Google o da Wikipedia le informazioni mancanti.
All'epoca di Phantom Moon, che ho scoperto comunque tardi rispetto alla sua data di rilascio, l'artista si presentava più o meno come nella prima foto di questo post, mentre la seconda foto lo ritrae com'è adesso. Come in quasi tutti i miei articoli, cliccate sulle foto per raggiungerne la rispettiva fonte.
Mi trovavo a spasso in quel di Carpi nell'epoca in cui ascoltavo poche cose e sempre quelle. Era l'anno in cui qui da noi hanno avuto uno spropositato successo gli stereogrammi, e nella cittadina modenese ne era presente addirittura una mostra (quel giorno chiusa al pubblico) composta da poster che oggi risulterebbero molto meno degni di nota.
Dopo essermi soffermato più di un istante davanti alla vetrina, a cercare di impallarmi gli occhi per ultravedere le immagini 3D, sono capitato (per caso?) nel negozio di musica - questo invece aperto - poco distante la piazza centrale, e come mio solito ho speso un po' di tempo a spulciare tra LP e CD vecchi e nuovi, mentre il negoziante stava ascoltando ad alto volume un pezzo che mi ha catturato immediatamente. Si trattava della parte centrale di Mouth on Fire.









