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CD Io sono Aquila

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Il CD di Io sono Aquila - Inno di U.S. Aquila for Africa è ancora disponibile per € 10.

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Scarabocchi
Acqua e Sacher PDF Stampa E-mail
Scritto da Domingo Davoli   
Martedì 17 Agosto 2010

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Perchè sulla sbrisolona non c'è scritto Sbrisolona, sulla torta foresta nera non c'è scritto Foresta Nera, mentre sulla torta sacher c'è sempre scritto Sacher? Me lo sono chiesto davanti all'ennesima fettona della medesima, in Alto Adige anche quest'anno, e pur se la pioggia qualche volta ha rotto le scatole, sono uscito dignitosamente asciutto dalle ferie d'agosto. La scelta è caduta su Nova Levante, una delle Alpine Pearls caratterizzata da neanche un metro di strada con una pendenza inferiore al 20%. Avete mai accompagnato la fetta di Sacher con un Bombardino caldo alla panna? Dopo una scarpinata di un certo calibro, è una goduria mai provata.

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Sull'argine di Po PDF Stampa E-mail
Scritto da Domingo Davoli   
Sabato 31 Luglio 2010

Ci sono luoghi per presbiti stressati, che si notano solo se si rallenta il passo, scendendo dall'automobile, e si spinge la vista a dirigersi non solo dove si vuole arrivare, ma anche dove si è adesso.

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Cammino da cinque minuti, risalgo verso l'argine, alla fornace vecchia. Calpesto polvere e sassi con scarpe inizialmente nere. Comincio a sentire da destra il calore dell'alba in una mattina di luglio più fresca di quanto dovrebbe, e da sinistra l'umido della golena. Non conosco le curve di questo luogo pur essendoci nato, ma non mi spaventano, per adesso.

Cammino da venti minuti, ho lasciato da poco una placida distesa di granturco rinchiusa tra i pioppeti. Due piante in lontananza irrompono verso l'alto, contro la regolarità degli alberi da legname. Si susseguono i loghini di terra mantovana, le coltivazioni, le brezze, e si incontra già qualche contadino sul trattore.

Cammino da trenta minuti, un segnale in tasca mi ricorda che sono a metà del tempo, e faccio dietro-front. Si riscalda il lato freddo, si raffredda il lato caldo, come su un piano verticale di cottura. Anche il paesaggio è diverso, la via del ritorno non è mai l'esatto contrario di se stessa all'andata.

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Guidare a Trieste PDF Stampa E-mail
Scritto da Domingo Davoli   
Giovedì 22 Luglio 2010

Guidare a Trieste è una vera fatica erculea, la distruzione dell'orientamento logico. Preso e catapultato dopo quattro ore di autostrada nel dedalo cittadino, disorientato quanto basta per ostiare a destra e a sinistra contro navigatori che non prendono, sensi unici disarmanti e pendenze stradali californiane, mi arrendo al caso, e quasi solo per caso di volta in volta ho trovato le destinazioni, mi sono riperso e ritrovato per raggiungere sempre gli stessi luoghi, che non ho imparato ad apprezzare. Pace e bene a via Besenghi.

Tutto ciò toglie poco alla bellezza di alcuni scorci della città friulana, a cominciare dal castello di Miramare.

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