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Scritto da Domingo Davoli
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Domenica 15 Novembre 2009 18:06 |
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Fermi, non capovolgete il monitor... L'avete riconosciuto, è il logo di facebook ruotato di 180 gradi. Ho cancellato il mio account, perchè ultimamente questo social network era diventato per me niente più che una perdita di tempo.
Mi sono iscritto a Facebook alla fine dello scorso anno, dopo una pioggia di consigli da parte di molti amici. L'ho fatto con l'entusiasmo e le aspettative, inizialmente soddisfatte, di un ragazzino. Poi pian piano l'interesse è molto diminuito, sulla considerazione che molti post altri non erano che nuovi punteggi a determinati giochini online, condivisioni di condivisioni di condivisioni di roba che si trova ovunque, scherzi frizzi lazzi... nulla di male, nulla (o molto poco) da demonizzare a priori... semplicemente, per la piega che aveva preso, lo lascio ad altri.
Era strano e straniante considerare la distanza tra le amicizie su facebook e le stesse amicizie nella vita reale. Persone che posso al massimo considerare buoni conoscenti, improvvisamente su facebook diventavano amiconi simpaticoni, oppure pure meteore: richiesta di amicizia + risposta all'amicizia + un saluto sulla bacheca (quando va bene) + una risposta al saluto... e poi per mesi nulla.
Di facebook ho molto apprezzato quella parte di discussione aperta all'interno di certi gruppi non esclusivi. Gruppi di politica, di società locale e globale. Anche qui, ad avere tempo, sulla rete ci sono un sacco di siti interessanti, fatti da gente che si confronta e, senza saperlo, forse "costruisce"... vero Mattia? Ci dai qualche dritta?
Insomma, lunga vita a facebook, ma per chi ha tempo di sguazzarci. Nulla di personale, nè di troppo critico, tanto più che lo lascio nelle opzioni di share. Ma per qualcuno conviene risollevare la testa e uscire dall'acqua, e in un certo qual modo smettere di guardare il mondo da un sottomarino, o di spiarlo da lontano.
Ecco... il logo capovolto non assomiglia proprio ad un periscopio?
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Scritto da Domingo Davoli
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Mercoledì 04 Novembre 2009 18:36 |
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Sepolto sotto le ceneri di molti mesi, ho dissotterrato il consiglio del Martu, al secolo Paolo Losi, di vedere un film, incuriosito dal più recente suggerimento di Diego e Rita di ascoltarne la colonna sonora. Queste, grosso modo, le parole del Martu, che a novembre 2008 in effetti parlavano anche di musica:
"Prova ad ascoltare la colonna sonora di Into the wild (forse il più bel film del 2008) scritta dal grande Eddie Vedder (2 ballate su tutte: Society e Guaranteed). Il film, diretto da Sean Penn, è ispirato alla vita di Christopher McCandless. Storia semplicemente straordinaria e commovente (personalmente ritengo che nella sua vita il giovane Christopher abbia veramente incontrato Dio)."
Prima ancora di vedere il film ho ascoltato la colonna sonora, bella, ariosa, chitarrosa, acustica, intensa, verace - se non fosse un termine troppo italiano, penso che sarebbe il più calzante per il cantante dei Pearl Jam. Hard Sun ha scavato una nicchia nei miei neuroni e si è annidata lì, e non se ne va più via, complice un giro di accordi e uno shuffle molto comuni. The Wolf, la ruvida voce di Vedder, senza parole, in tutti i sensi.
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Scritto da Domingo Davoli
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Martedì 06 Ottobre 2009 21:02 |
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Sono passati circa 15 anni da quando ho fatto baracca a casa di Gianni, insieme ad una compagnia di gente molto variegatamente assortita. Da allora l'ho rivisto più o meno di sfuggita tre-quattro volte in tutto, e alcune per caso: al mio matrimonio, ad un raduno Gandolfi, a Casa e Tavola, e poco più.
Dai tempi della terra di Mesiano e Tavernaro, in contatto con Diego, ho ritrovato di recente Gianni grazie al web, e vorrei parlarvi dei due elementi di meraviglia che mi hanno colto.
Il primo: la pervasiva arte fotografica digitale. La galleria di Picasa www.giannitorelli.com è ricca di scatti interessanti, la cui bellezza va attribuita non solo all'attrezzatura digitale di cui è dotato il fotografo, ma anche (e soprattutto) all'occhio ispirato dell'artista.
Le foto di questo post mi sono arrivate direttamente dall'autore, ridimensionate ad hoc per NoteSparse. E' anche sulle dimensioni, in effetti, che si gioca il secondo elemento di meraviglia...

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