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Peter Gabriel - Warm Up in Brescia PDF Stampa E-mail
Scritto da Domingo Davoli   
Martedì 03 Luglio 2007 17:14

 

pg-scene.jpg

Ieri sera sono stato al grande concerto del grandissimo Peter Gabriel. Brescia, piazza Duomo, circa 6000 persone. E come ormai accade non più di 1-2 volte l'anno, l'occasione è stata molto buona per chiacchierare di musica a tutto tondo con Gino Giampriamo, artista, conoscitore e amante di tanta musica, cantante dei "Grida!", gruppo in cui ho suonato per gli ultimi due anni della loro formazione.

Cominciamo subito dalla scaletta, composta da pezzi vecchissimi, quasi tutti dai primi 4 album. Non ho conosciuto PG attraverso le sue prime canzoni da solista (a parte la monumentale Solisbury Hill), e il suo vecchio repertorio non mi ha mai convinto del tutto... il mio "ascolto" è molto più vicino a brani quali Mercy Street, Come Talk To Me, Digging In The Dirt, Signal to Noise, Secret World... ma ieri sera è stato tutto diverso. Brani che fino a pochi mesi fa mi dicevano poco, ieri hanno preso la forma sonora live contemporanea che serve alla mia generazione per digerire la minore profondità sonora di un tempo. E quindi, in ordine sparso: The Rhythm of the Heat, Moribund the Burgemaster, The intruder, D.I.Y., On the air, Mother of Violence interpretata da Melanie Gabriel (la ragazza sta migliorando), Family Snapshot, Humdrum, I don't remember, Big Time, Lay your hands on me. Ma anche Steam, Solisbury Hill, e i due bis Sledgehammer e In your eyes.

Mi sono emozionato ad ascoltare e a tenere il tempo in mezzo ad una folla attempata di fronte a canzoni che hanno tuttora un impatto estremamente moderno. Mi sono sembrate più o meno tutte più fresche ed attuali rispetto alle originarie versioni in studio. E ho il massimo apprezzamento per gli artisti che come PG riescono in buona parte ad estrarre dal contesto temporale (e dal marketing del momento) i loro pezzi migliori, che così acquistano vita propria.

PG ha presentato alcuni brani in italiano, vocalmente è in buona forma e sul palco è più agile di quello che sembra guardandolo nelle foto recenti... non è certo più una "empty silouhette"! C'è stato qualche piccola distrazione nell'esecuzione, soprattutto da parte dello stesso PG, che ha sbagliato un paio di "attacchi" e in un caso ha interrotto il brano per riprenderlo da capo (No Self Control). Ho prenotato la registrazione Encore del concerto, e sono curioso di sapere se taglieranno questo inciampo oppure no. Tutto sommato la cosa non ha nè infastidito, nè tolto l'impatto emotivo al concerto.

pg-amsterdam.jpgLa scenografia di uno spettacolo di PG non può essere spartana. In queste foto c'è solo un assaggio, sul suo sito potete vedere molto di più. A volte le luci e i neon ricordavano la riviera romagnola, o le resistenze di una stufetta, ma nel complesso ci stava proprio bene.

Spettacolari i musicisti, tra cui "zio" Tony Levin ai bassi, spina dorsale su ogni frequenza e ad ogni pulsazione, David Rhodes alla chitarra, che mi è parso un po' il coach della squadra, Richie Evans a guarnire il tutto con xilofoni chitarre tastiere. Ho perso i nomi della brava tastierista (meglio della precedente Rachel Zee) e del batterista, nettamente più sciolto e migliorato rispetto al Growing Up Tour. Di Melanie ho già parlato. E in definitiva, già oggi ho trovato un sacco di blog (anche sul sito ufficiale) che parlano del concerto.

Piccola nota a parte su Charlie Winston, che ha aperto la serata con alcuni brani dal suo primo album dato alla luce in Real World. Bravo, davvero. Voce e chitarra alla Dave Matthews ma un po' meno triste, formazione essenziale e divertente: lui alla chitarra, un bassista, un batterista, un armonicista-a-bocca (si dirà così?) veramente capace. Nonostante questa sia la ricetta standard, il pezzo che ho preferito è stato eseguito da CW da solo, voce e pianoforte. Tempo di 7/4, preciso intenso limpido.

A chi obiettasse sul fatto che Charlie Winston sembra non avere nulla di etnico, ricordo che in Romagna la massima espressione della musica etnica indigena è Raoul Casadei...

Di bello ieri c'è stata la musica. Tanta massiccia generosa. La performance è riuscita fino in fondo.

Ringrazio anche il fan di Cicognara da cui in attesa del concerto ho avuto qualche suggerimento di ascolto che ha senz'altro suscitato la mia curiosità (Jan Gabarek con the Hilliard Ensable).

 

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