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Petra e Ferruccio: materie prime

Petra Magoni e Ferruccio Spinetti live Sono energia pura. Petra Magoni e Ferruccio Spinetti sabato scorso si sono esibiti nella rinnovata Piazza Fontanesi di Reggio Emilia, e sono energia pura musica nuda essenza virtuosa. Petra, materia prima della classe nei voli vocali (scarto sillabico), brilla di riflessi dorati elettrici per estensione limpidezza estro. Ferruccio, materia prima nella classica contrabbassistica, ha effettato lo strumento più volte con wah-wah e altro, ma ciò che fa veramente effetto è la leggerezza con cui strapazza il contrabbasso, duro serio serioso come una donna che non si concede e che quando alla fine si scioglie è solo luce a favore.

Se vuoi giocare con le note del passato e ridurle, apparentemente, ai minimi termini, non basta fare dell'ironia, devi proprio essere ironico; non basta spogliare la canzone, la devi studiatamente malcelare. Ferruccio e Petra non hanno solo e semplicemente tolto dalle canzoni gli strumenti che non fanno parte del proprio duo artistico, ma le hanno sviluppate con colori propri. Beatles, Police (Roxanne), Pink Floyd (Another Brick in The Wall), Gloria Gaynor, due brani di loro composizione (Le due corde vocali e Io sono metà, con lo splendido testo di Pacifico), La Vie en Rose...

Su alcuni brani in particolare hanno ironizzato alla grande: Le due corde vocali, che contiene un (troppo) lungo parlato sul tradimento scovato nel diario segreto di lei; Il cammello e il dromedario, che prima dei bis è stata ampiamente divagata e pizzicata e vocalizzata; Non ho l'età, con la signora Bollani catatonica per tutto il brano e scoppiatamente sguaiata solo sul finire del ritornello, brava da far paura.

NOTA: mi sono sorprendente trovato a provare un sentimento di gratitudine verso Gigliola Cinquetti, che mettendo in circolazione quello che è diventato uno stucchevolissimo evergreen ha permesso ai due artisti, 43 anni dopo, di riconsegnarcelo nell'unico modo in cui inconsciamente le attuali generazioni sanno di poterlo apprezzare.

Ironia, sì, ma sempre maestria. Le doti vocali di Petra si sentono non solo nella potenza, ma anche nelle interpretazioni più soffuse ed ispirate, come nello standard My Funny Valentine. Ecco, evergreen e standard: la mia personale idea di fondo è che se una canzone diventa evergreen va a finire dentro un'ambra fossile, mentre se diventa uno standard si trasforma in una bellissima creta da rimodellare ogni volta con stupore, così da dirci sempre cose nuove.

magoni-spinetti-2.jpg Non avevo con me la macchina fotografica, ed è stato un peccato, perchè ero in piedi in una posizione molto favorevole. Petra e Ferruccio, le cui foto di questo post non sono mie ma sono state rubate ai siti ufficiali e non, hanno infine proposto due loro cavalli di battaglia nei bis: Guarda che luna, attraverso i quali li ho conosciuti ascoltando Caterpillar, e I Will Survive, che mi pare abbiano interpretato un po' di tempo fa durante una trasmissione di Renzo Arbore in RAI, chiaramente in orari improponibili. Azzardo un perché di queste due scelte: la prima canzone è stata il passaparola tra gli ascoltatori (poi divenuti fan) del duo, e permette a Petra di arrivare naturalmente a note che noi umani a volte non riusciamo nemmeno a immaginare, la seconda è la dimostrazione di come potenza brio ritmo dipendano soprattutto dall'interpretazione, e non siano indissolubilmente legati a charleston e grancassa.

Ho visto che sul sito di Ferruccio c'è una lista di ristoranti che ha avuto modo di frequentare nello svolgimento del suo itinerante mestiere, e che si sente di consigliare per l'ottimo rapporto qualità prezzo. Bene, per lo stesso motivo mi sento di sconsigliare il ristorante in cui ho cenato prima del concerto: si chiama Canale Maestro, nasce soprattutto come wine bar, ma se vi sedete per cenare troverete porzioni modeste e, per quanto buone, sproporzionate rispetto al conto. I due artisti hanno cenato a La Zucca, ed hanno fatto bene, lì è tutta un'altra musica. Ecco.

Questa è stata la prima volta a Reggio per Petra e per il ragionier Spinetti, ed è stato un concerto speciale. Doveva sembrare un evento piccolo, su un palco in mezzo ad una piazza ora molto bella, ma con gli alberi che potrebbero limitare la platea. Non è stato così. La gente è venuta, eravamo davvero tanti, chi sa quanti conoscevano già i loro nomi e quanti altri, invece, sono stati catturati lì. Il concerto è piaciuto tantissimo, gli applausi non si sono trattenuti, Reggio quando vuole restituisce agli artisti il giusto compenso emotivo che questi trasmettono al pubblico. E i tecnici hanno fatto la loro ottima parte - il microfono che amplifica il contrabbasso mi ha incuriosito parecchio.

Ferruccio, visto che la canzone del tuo sosia (?) Cristicchi non la suoni, la prossima volta che vi ascolterò mi presti la sedia così mi metterò seduto anch'io ad ascoltarvi? Laughing