NS Home Musica La musica degli altri Franco Battiato - Il Vuoto Tour - Reggio Emilia - Settembre 2007
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Franco Battiato - Il Vuoto Tour - Reggio Emilia - Settembre 2007

L' appuntamento è fissato per venerdì 7 settembre 2007 presso il Campovolo di Reggio Emilia; l'orario, ovviamente approssimativo, le 21,00.

Già dalle 19,00 sono però tante le persone in ordinata fila davanti ai cancelli chiusi dell'arena. Sono tutti lì per ascoltare Franco Battiato al termine di una fortunata serie di concerti estivi in giro per l'Italia.

Ci mangiamo una piadina e ci mettiamo pazientemente in coda alla fila.

Con me ci sono mia moglie e i miei due emozionati figli alla loro prima serata di musica dal vivo!

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Entrati in arena ci si presenta il palco: spartano, austero non può accogliere che lui.

Controtendeza rispetto ad un momento che vuole palchi immensi questo è invece piuttosto piccolo: coperto da un telo bianchissimo accoglie solamente una sedia in legno con, a fianco, un piccolo tavolino che sorregge un bicchiere d'acqua.

Dietro questi semplici oggetti una serie di teli, anch'essi bianchi, sui quali vengono proiettate immagini di fronde stilizzate, il motivo ripetuto sulla copertina del suo ultimo disco 'Il Vuoto'.

 

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 (L'attesa ci ha premiato, siamo infatti ad una decina di metri dal palco.)

C'è tanta gente, un pubblico eterogeneo fatto di ragazzi con capelli rasta e settantenni con il maglione sulle spalle. Un signore distinto in cravatta accarezza con una mano le spalle della moglie e, poco più in là, un gruppo di ragazzi inizia spazientito a chiamare il nostro Franco a gran voce.

L'organizzazione chiede cortesemente un minuto di silenzio per Luciano Pavarotti diventato leggenda appena il giorno prima quindi le luci si spengono e il concerto inizia...

Il pianista Roberto Cacciapaglia accompagnato dal violoncello Yuriko Mikami presenta alcuni brani tratti dal suo disco quindi ecco apparire il nostro eroe: rivederlo è sempre un'emozione speciale. Quasi quarant'anni di successi non lo hanno cambiato.

Camicia bianca e vestito scuro appare disorientato dal lungo applauso che lo accoglie; saluta con un breve gesto della mano, schivo, senza quasi alzare gli occhi. Si gira verso di noi e ripete il gesto con la mano, un incrocio fra un ringraziamento e la preghiera di interrompere l'applauso come se questa cosa lo mettesse a disagio. 

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(...e vorrei sospendermi nel nulla, ridurmi, e diventare nulla... - 'Haiku' Caffè de la Paix - 1993)

Inizia sorprendentemente con una sommessa Haiku quindi Povera Patria che raccoglie diversi applausi durante l'esecuzione.

A questo punto i teli bianchi che gli fanno da sfondo iniziano a cadere uno ad uno mentre le canzoni si susseguono scoprendo i musicisti celati dietro di essi: il primo è Carlo Guaitoli al 'comando' di un nero pianoforte a coda quindi è la volta del fido Angelo Privitera (tastiere e computers).

Dopo un paio di brani un altro telo svela il Nuovo Quartetto Italiano (tre violini ed un viloncello) e l'atmosfera inizia a scaldarsi.

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(...se penso a come ho speso male il mio tempo che non tornerà più... 'La Stagione dell'Amore' Orizzonti Perduti - 1983)

Il concerto entra nel suo vivo e cade l'ultimo velo bianco dietro il quale era nascosto il gruppo degli FSC (batteria, chitarre e basso) mentre dall'altro lato del palco entrano le MAB , un gruppo di quattro giovani ragazze sarde conosciute per il loro rock punk. Per noi che assistiamo significa altre due chitarre, un altro basso e percussioni. 

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(...stiamo diventando come degli insetti; simili agli insetti... 'Shock in my Town' Gommalacca - 1998)

I musicisti si alternano e, per le canzoni più complesse, sono tutti lì, una quindicina di strumenti che legano le loro voci a quella inconfondibile di Battiato .

Le canzoni sono tante, prese dalla vastissima produzione del cantautore siciliano, alcune mai sentite dal vivo.

Battiato alterna con sapienza canzoni quasi storiche come Prospettiva Nevski o L'era del Cinghiale Bianco ai suoi successi più famosi tratti dalla Voce del Padrone (nel finale un lungo medley con Sentimiento Nuevo, Cuccurucucu, Bandiera bianca e Gli Uccelli).

Non mancano alcune canzoni altrettanto belle ma molto meno conosciute come la già citata Haiku o l'applauditissima Il Cammino Interminabile in dialetto siciliano.

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(Se vuoi conoscere i tuoi pensieri di ieri osserva il tuo corpo oggi; se vuoi sapere come sarai domani osserva i tuoi pensieri di oggi... 'Il cammino Interminabile' Ferro Battuto - 2001)

A sorpresa, dopo circa un'ora di musica, Battiato ci regala uno spettacolo nello spettacolo: i musicisti escono lasciando sole le MAB ad accompagnare l'amico filosofo Manlio Sgalambro in citazioni (anche cantate!) ben accolte da un pubblico stupito e divertito allo stesso tempo.

 

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 (...i filosofi greci dicevano “Amici! non ci sono amici...” ma a noi che ce ne frega di 'sti greci!) 

Dopo di lui le MAB si esibiscono in uno dei loro brani quindi tutti i musicisti rientrano e attaccano Strani Giorni così rapidamente da cogliere di sorpresa Battiato stesso che arriva trafelato sul palco perdendosi tutta la prima strofa della canzone: inizia a cantare sorridendo divertito per l'episodio e il pubblico esplode in un'ovazione vera e propria. battiato_mab.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Un omaggio ai Rolling Stones - 'Ruby Tuesday' Fleurs - 1999)

 Ora anche lui appare meno distaccato e molto più preso dall'evento.

I musicisti sono scatenati, i brani si susseguono uno dopo l'altro praticamente senza interruzioni.

Ci viene concesso un bis che divoriamo tutto d'un fiato.

Come se non fosse sufficiente Battiato ci propone La Cura con un nuovo arrangiamento molto meno ricco e ricercato di quello originale ma - cosa non facile - ancora più bello.     la_cura.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(...perchè sei un essere speciale, ed io avrò cura di te... 'La Cura' L'imboscata - 1996)

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Al termine il buon Franco ci saluta tutti, sembra volerci baciare e abbracciare come si fa con un lontano parente dopo una breve visita. In fondo è proprio così, in fondo lui deve riprendere il suo viaggio e noi il nostro ma chissà... noi ricambiamo il saluto e ci congediamo. Al prossimo incontro!

Nota conclusiva: tutto ha un inizio e tutto ha una fine. Il nostro incontro con Franco Battiato, purtroppo, termina qui. Le luci del palco sembrano assorbire gli artisti impegnati sui loro strumenti, i contorni sfocati rendono la scena quasi onirica, senza tempo, come la sua musica.