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Calling Noa

noayoung.jpg Vado a ritroso nel tempo, a ripercorrere come i gamberi le tappe della sua carriera di cui ho notizia. Perchè lei è brava, bravissima, espressiva, conosciuta dalle organizzazioni della politica mondiale come testimone della pace, bella ed intensa, agile entusiasta diretta. Ma i primi dischi - ah, i primi dischi... se molti artisti si fossero fermati al primo disco... Dicevo: i primi dischi sono colmi di una freschezza trasferita solo in parte nelle incisioni più recenti. 

Achinoam Nini, Noa per tutto il mondo, arrivata nella mia discutibile collezione di cd come un pezzo pregiato grazie al suggerimento di Wizi, al secolo Matteo Orlandi, chitarrista dei Grida! (arriverò a citarli tutti e sei...) fino allo scioglimento della band.

Il primo contatto: nonsoquantiannifa uno splendido concerto al Teatro Ariosto di Reggio Emilia, con band semiacustica e le atmosfere centratissime dei primi due dischi. Dieci euro spesi benissimo. I don't know è tuttora uno dei miei pezzi preferiti in assoluto, e forse l'unico che continuo a strimpellare in tonalità originale nonostante sia una scomoda LA bemolle minore (estic...).

noaeyes.jpgIl concerto si è chiuso con Child of Man, considerata all'epoca la hit che l'ha fatta conoscere un po' in giro; la struttura dello spettacolo è stata piuttosto classica: inizio con tutta la band, pausa, reprise a lume di candela, gran finale con la cantante alle percussioni. Il ricordo più forte è una splendida esecuzione di Mark of Cain, in cui il percussionista usava un unico strumento, un tamburo rotondo-grande-bianco-sottile, ma i suoni sembravano provenire da un intero set: bastava ticchettare, sfiorare, premere, lasciare, battere... polso palmo polpastrelli... emozionante, con il tecnico luci che ha fatto la sua parte con un'unica scena blu. La foto delle mani suonatrici che trovate più avanti rende vagamente l'idea.

Noa e Calling sono al momento i dischi che preferisco. Il primo si apre con tre pezzi "imbroccatissimi". Il secondo è anche più eterogeneo, con pezzi tosti come Manhattan-TelAviv (very international music...) e altri leggeri e giocosi come Cascading

noapercussioni.jpg Noa ha collaborato con tantissimi musicisti, come Nicola Piovani, con cui ha inciso la versione cantata de La Vita è Bella, o Pino Daniele, con cui duetta in The Desert in my Head, un pezzo croce/delizia: sai quando un brano ti piace tanto ma ti suona come già sentito? Ecco.

Dietro ad ogni grande artista c'è una grande spalla, dietro ad ogni grande uomo c'è una grande donna, eccetera. Vero o non vero, a fianco di Noa c'è un signor chitarrista acustico, Gil Dor. C'è chi dice "chi sarebbe Noa senza Gil Dor?", ma secondo me è più giusto dire "chi sarebbe Gil Dor senza Noa?".  Comunque, ho sentito Gil Dor fare dei numeri notevoli con la chitarra classica: tanto di cappello.

noanow.jpg Secondo contatto: concerto alla Festa dell'Unità di Correggio, nonsoquantialtriannifa, Noa Gil Dor e l'orchestra Arturo Toscanini di Parma, 50 e passa elementi. Per l'occasione le hit di Noa sono state riarrangiate, ma avendo fresco in testa il precedente concerto semiacustico, ricordo che l'operazione mi era piaciuta a metà. Certe cose si prestavano ad un riarrangiamento orchestrale, certe altre erano un po' forzate... ad un certo punto mi attendevo da un momento all'altro la discesa in scena degli ippopotami di Fantasia.

Now contiene una versione molto ariosa e ispirata della storica (e comunque inarrivabile) Eye in the Sky (Alan Parsons Project), e dispiace ricordarmelo solo per quello. Se vado a rileggere i titoli del cd, mi focalizzo su qualche brano, ma non li ricordo nè li apprezzo tutti...

Blue Touches Blue è già un disco pienamente internazionale, ma ancora abbastanza fedele alle linee iniziali. Riascoltandolo recentemente, mi sono accorto di apprezzarlo più di quanto ricordavo. Stringo a tre brani la rosa dei consigli per l'ascolto: Carefully, Can I reach you, Again and again.

Una volta arrivata ad essere conosciuta un po' ovunque, Noa ha fatto un'operazione commerciale apprezzabile: un cofanetto di due cd a prezzo scontato con due album registrati in Israele prima che la sua fama uscisse da tale confine.

Così gli appassionati
costretti non son stati
a diventar pirati
o disperati.

I due cd, ribattezzati First Step e Step Two, sono una testimonianza sia del suo giovane e già maturo talento (quello che doveva maturare era il senso discografico), sia del proprio messaggio di pace: uno dei due cd è stato registrato la sera in cui è stata dichiarata finita la guerra del golfo, e il racconto che Noa ne fa sa di miracolo.

L'Ave Maria di Gounod, rivisitata da Noa nel primo album, ha fatto parte del repertorio del coro natalizio di Luzzara, mentre Savior, da Cascading, veniva eseguita dai Canoa, gruppo spin-off dei Grida!, in un momento volutamente soft della scaletta.