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Tag:petra magoni

Lieto epilogo del concerto di Reggio Emilia , ho ricevuto oggi la foto che Iari-Gabriel Marino mi ha scattato con un cellulare, mentre Petra autografa l'interno della copertina di Quam Dilecta .

 

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La qualità fotografica è scarsina, va bene... ma conta soprattutto il ricordo di quella serata. Grazie Iari!

 

Petra Magoni e Ferruccio Spinetti live Sono energia pura. Petra Magoni e Ferruccio Spinetti sabato scorso si sono esibiti nella rinnovata Piazza Fontanesi di Reggio Emilia, e sono energia pura musica nuda essenza virtuosa. Petra, materia prima della classe nei voli vocali (scarto sillabico), brilla di riflessi dorati elettrici per estensione limpidezza estro. Ferruccio, materia prima nella classica contrabbassistica, ha effettato lo strumento più volte con wah-wah e altro, ma ciò che fa veramente effetto è la leggerezza con cui strapazza il contrabbasso, duro serio serioso come una donna che non si concede e che quando alla fine si scioglie è solo luce a favore.

Se vuoi giocare con le note del passato e ridurle, apparentemente, ai minimi termini, non basta fare dell'ironia, devi proprio essere ironico; non basta spogliare la canzone, la devi studiatamente malcelare. Ferruccio e Petra non hanno solo e semplicemente tolto dalle canzoni gli strumenti che non fanno parte del proprio duo artistico, ma le hanno sviluppate con colori propri. Beatles, Police (Roxanne), Pink Floyd (Another Brick in The Wall), Gloria Gaynor, due brani di loro composizione (Le due corde vocali e Io sono metà, con lo splendido testo di Pacifico), La Vie en Rose...

Su alcuni brani in particolare hanno ironizzato alla grande: Le due corde vocali, che contiene un (troppo) lungo parlato sul tradimento scovato nel diario segreto di lei; Il cammello e il dromedario, che prima dei bis è stata ampiamente divagata e pizzicata e vocalizzata; Non ho l'età, con la signora Bollani catatonica per tutto il brano e scoppiatamente sguaiata solo sul finire del ritornello, brava da far paura.

NOTA: mi sono sorprendente trovato a provare un sentimento di gratitudine verso Gigliola Cinquetti, che mettendo in circolazione quello che è diventato uno stucchevolissimo evergreen ha permesso ai due artisti, 43 anni dopo, di riconsegnarcelo nell'unico modo in cui inconsciamente le attuali generazioni sanno di poterlo apprezzare.

Ironia, sì, ma sempre maestria. Le doti vocali di Petra si sentono non solo nella potenza, ma anche nelle interpretazioni più soffuse ed ispirate, come nello standard My Funny Valentine. Ecco, evergreen e standard: la mia personale idea di fondo è che se una canzone diventa evergreen va a finire dentro un'ambra fossile, mentre se diventa uno standard si trasforma in una bellissima creta da rimodellare ogni volta con stupore, così da dirci sempre cose nuove.

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