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La parola reunion per una band ha quasi sempre un suono roboante e un significato travisabile... è pericolosa, perchè può nascondere stanchezza od opportunismo - oppure mal si presta a convertire in sano interesse la curiosità dei fan. Quando però la motivazione è alta e "vera" non si corrono rischi. Questo è il nostro caso.

I Grida! sono la band di cui ho fatto parte più o meno dal 1994 al 1997, anno dello scioglimento. Molti brani originali, poche covers.
Prima di cominciare a di spendere troppe parole - ma lo farò, perchè suonare nei Grida! è stata una delle esperienze più gratificanti della musica che ho toccato con mano - mi preme segnalarvi di dare un'occhiata alla playlist appena aggiornata: col consenso degli aventi diritto, che ringrazio infinitamente, ho cominciato a pubblicare alcuni brani dei Grida! proprio su NoteSparse.
La storia del gruppo prima del sottoscritto "ultimo arrivato" alle tastiere non la conosco, magari un giorno il co-fondatore Andrea Canepari (chitarre), uscito dal gruppo poco prima del mio ingresso, la racconterà qui.
Conosco però il sound chitarroso, per dirla alla Marco Bellucci del TMB Rockhouse Recording Studio, e le splendide canzoni che Claudio Secchi (basso) e Gino Giampriamo (voce) componevano per il gruppo, separati e complementari. Conosco l'emozione del live, l'impegno delle prove, e l'opera di preproduzione a casa di Wizi, al secolo Matteo Orlandi (chitarre elettriche) l'unico di noi che della musica prodotta ha fatto il proprio mestiere.

La scomparsa di Gino, avvenuta il 2 gennaio 2008, ci ha rimesso insieme in un paio di occasioni. La commemorazione recentemente organizzata nel secondo anniversario dagli amici del Duomo di Modena è stata l'occasione per chiederci: che cosa di meglio possiamo fare per tenere vivo il suo ricordo, se non suonare in suo nome?
Questo è quanto Andrea ci ha scritto il giorno successivo alle prove:
"Nella bella e intensa giornata di ieri ho ritrovata custodita nel cuore delle belle persone conosciute una parte di vita musicale ed emozionale che mi è appartenuta e che per il bene voluto a Gino vale la pena fare rivivere."
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