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CD Io sono Aquila

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Il CD di Io sono Aquila - Inno di U.S. Aquila for Africa è ancora disponibile per € 10.

Potete contattarmi qui, oppure scrivere ad Elisabetta Sottili.

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Inneres Auge PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio   
Giovedì 04 Febbraio 2010 22:27

In concomitanza con le festività natalizie Franco Battiato ha fatto uscire il suo ultimo disco.

Inneres Auge, in tedesco l'occhio interiore, è un disco che invita ad un'analisi introspettiva. Un sapiente mix di brani inediti e canzoni vecchie anche più di vent'anni prelevate dalla corposissima produzione del cantautore siciliano.

Il primo brano, che dà il titolo all'album, riprende l'accusa lanciata con Povera Patria ma non la limita alla classe politica dirigente: la allarga a tutti. C'è bisogno di più morale, di più rispetto, di più pensiero e ci vuole subito.

Stiamo precipitando. Ormai è troppo tardi per pensare di poter fermare la caduta ma - forse - possiamo ancora tentare di salvare qualcosa. E per tentare dobbiamo prima ammettere che stiamo cadendo!

Battiato ci accompagna in uno dei suoi viaggi meravigliosi (anche se noi, ormai, non riusciamo più a meravigliarci di niente...) raccontato con note morbide e con uno stile scarno ed essenziale come già sperimentato con l'album Come un cammello in una grondaia dimostrando che la bellezza è povera: in fondo quanto costa il rosso di un tramonto o l'odore della salsedine marina?

La soluzione è talmente semplice che non riusciamo a vederla abituati come siamo a risolvere problemi sempre più complessi tesi al raggiungimento di una felicità che lasciamo sempre più alle nostre spalle.

Non possiamo sfuggire alle leggi della Natura. Iper-accessoriati di gadget elettronici di ultima generazione ci difendiamo dietro ruoli ben precisi ma celato sotto le spoglie di un maestro, di un operaio, una mamma o un marito, un cantante o un presidente troviamo sempre e solo una persona.

Il tutto è PIU' della somma delle sue parti...


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Grida! Reunion PDF Stampa E-mail
Scritto da Domingo Davoli   
Mercoledì 20 Gennaio 2010 23:40

La parola reunion per una band ha quasi sempre un suono roboante e un significato travisabile... è pericolosa, perchè può nascondere stanchezza od opportunismo - oppure mal si presta a convertire in sano interesse la curiosità dei fan. Quando però la motivazione è alta e "vera" non si corrono rischi. Questo è il nostro caso.

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I Grida! sono la band di cui ho fatto parte più o meno dal 1994 al 1997, anno dello scioglimento. Molti brani originali, poche covers.

Prima di cominciare a di spendere troppe parole - ma lo farò, perchè suonare nei Grida! è stata una delle esperienze più gratificanti della musica che ho toccato con mano - mi preme segnalarvi di dare un'occhiata alla playlist appena aggiornata: col consenso degli aventi diritto, che ringrazio infinitamente, ho cominciato a pubblicare alcuni brani dei Grida! proprio su NoteSparse.

La storia del gruppo prima del sottoscritto "ultimo arrivato" alle tastiere non la conosco, magari un giorno il co-fondatore Andrea Canepari (chitarre), uscito dal gruppo poco prima del mio ingresso, la racconterà qui.

Conosco però il sound chitarroso, per dirla alla Marco Bellucci del TMB Rockhouse Recording Studio, e le splendide canzoni che Claudio Secchi (basso) e Gino Giampriamo (voce) componevano per il gruppo, separati e complementari. Conosco l'emozione del live, l'impegno delle prove, e l'opera di preproduzione a casa di Wizi, al secolo Matteo Orlandi (chitarre elettriche) l'unico di noi che della musica prodotta ha fatto il proprio mestiere.

particolare4h

La scomparsa di Gino, avvenuta il 2 gennaio 2008, ci ha rimesso insieme in un paio di occasioni. La commemorazione recentemente organizzata nel secondo anniversario dagli amici del Duomo di Modena è stata l'occasione per chiederci: che cosa di meglio possiamo fare per tenere vivo il suo ricordo, se non suonare in suo nome?

Questo è quanto Andrea ci ha scritto il giorno successivo alle prove:

"Nella bella e intensa giornata di ieri ho ritrovata custodita nel cuore delle belle persone conosciute una parte di vita musicale ed emozionale che mi è appartenuta e che per il bene voluto a Gino vale la pena fare rivivere."


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WE WILL ROCK YOU PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio   
Sabato 16 Gennaio 2010 12:01

WWRYIl Teatro Allianz di Assago non era gremito ma c'era da aspettarselo dopo quattro settimane di repliche... la gente comunque non mancava ed eravamo tutti pronti a fare un bel po' di casino!

We Will Rock You, ovvero il musical che i Queen scrissero dopo la morte del loro leader Freddie Mercury e che si basa su una sequenza dei loro migliori brani.

Il nostro posto era quasi perfetto, in quarta fila anche se un po' spostati di lato, potevamo vedere perfettamente le espressioni degli attori e capire la fatica del loro lavoro.

Lo spettacolo è stato decisamente all'altezza, gli attori sono stati bravissimi e, nel corso del musical, hanno interpretato oltre 20 canzoni dei Queen senza mai cedere un istante. La musica suonata dal vivo da otto musicisti celati dietro le quinte del teatro è stata ottima, ha inondato la sala di pura energia e fatto tremare le poltrone delle prime file.

Il musical è incalzante: ambientato in un futuro dove la musica elettronica la fa da padrona e gli strumenti musicali sono stati distrutti perchè FARE MUSICA è diventato fuori legge, una sorta di scalcinata resistenza (i ragazzi Bohemian) raccolgono in un luogo segreto cimeli del mondo passato e usano qualsiasi vecchio oggetto per produrre suoni.

Fuori, la malvagia Killer Queen, riverita dal suo tirapiedi Khasoggi, reprime qualsiasi forma di libero pensiero tramite una planetaria società denominata Globosoft.


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